L'Alchimia delle sette note - Incontri

18/09/2017 - 18/09/2017

In collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria e con il Centro Speciale di Scienze e simbolica dei Beni culturali, il Teatro Sociale di Como ospiterà l'ultimo incontro del ciclo di conferenze "L'Alchimia delle sette note". 

L'incontro si terrà lunedì 18 settembre presso il Teatro Sociale di Como a partire dalle h 17.

IL VIOLINO DI SHERLOCK HOLMES
con Laura Rampazzi, docente di Chimica Analitica dei Beni Culturali, Università degli Studi dell’Insubria
 
Le indagini chimiche possono svelare il segreto del suono unico di uno Stradivari o suggerire come meglio conservare un organo storico? Gli strumenti musicali sono oggetti che il chimico analitico dei beni culturali può studiare dal punto di vista materico, per poterli conoscere, conservare e restaurare. Con un approccio molto simile ad un processo investigativo, si può “interrogare” un violino, per scoprire la ricetta e la tecnica di applicazione della vernice che rende unici e speciali gli strumenti di Stradivari. Oppure si può capire perché le canne degli organi del Nord Europa siano fabbricate con leghe metalliche differenti da quelle degli organi dell’Europa meridionale. Cosa provoca la “peste” degli organi e come si può intervenire in fase di restauro? Un viaggio nell’alchimia della musica, alla scoperta del contributo della chimica alla valorizzazione degli strumenti musicali antichi.
 
Ha conseguito la laurea in chimica industriale ed il dottorato in chimica all’Università degli Studi di Milano, nell’ambito delle indagini analitiche sui fenomeni di degrado di manufatti lapidei. Ricercatrice e docente di Chimica Analitica dei Beni Culturali presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria, dirige il Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali, che organizza e promuove varie iniziative di studio multidisciplinare del patrimonio artistico materiale ed immateriale. Autrice di numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali del settore, è specializzata nella caratterizzazione, anche con tecniche non invasive, di materiali lapidei (malte, stucchi), reperti archeologici e pitture (pitture murali, dipinti), nell’ambito di campagne di indagini conoscitive e di diagnostica, quali le recenti analisi di stucchi barocchi nelle valli tra i laghi di Como e Lugano, delle pitture leonardesche della Sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano, degli affreschi del Camposanto di Pisa e dei dipinti di Francesco Hayez. Ha coordinato varie iniziative di valorizzazione culturale, tra le quali due progetti Interreg Italia-Svizzera, focalizzati sulle opere in stucco degli Artisti dei Laghi, ed un progetto di indagini sulla tecnica pittorica di Francesco Hayez, finanziato da Regione Lombardia.

QUANDO A CANTAR CON ORGANI SI STEA (Dante)
con Walter Chinaglia, costruttore di organi
 
Come può declinarsi l’approccio scientifico di un fisico nella ricostruzione ed interpretazione degli antichi organi a canne scomparsi? L’intervento racconterà come sia possibile ricostruire strumenti musicali non più esistenti con una ricerca documentaria e talvolta il supporto della loro raffigurazione in opere pittoriche. Verrà illustrato, in particolare, il processo di ricostruzione di un organo portativo medievale, che verrà mostrato al pubblico e suonato al termine della conferenza.
 
Walter Chinaglia, classe ’71, si laurea in Fisica presso l’Università dell’Insubria dove si è occupato per i successivi cinque anni di Ottica non-lineare. Nel 2001 apre il laboratorio ORGANA, dedicandosi a studiare, progettare, costruire organi a canne e clavicembali. Come esperto di organi medievali ha tenuto conferenze su invito in vari paesi Europei, presentando prime ricostruzioni di organi da lui realizzate (Leonardo Da Vinci, organo gotico H. van der Goes, l’organo romanico sec XIII ed altri). Per il 2017 (450esimo della nascita di Claudio Monteverdi), ha ideato e realizzato il progetto “Duoi organi per Monteverdi”. Tiene regolarmente corsi di accordatura storica sia privatamente sia per il Conservatorio di Como.
 
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